Premessa Necessaria

In quanto studente di Tecnologie Alimentari, ho redatto questa analisi col desiderio di approfondire i meccanismi che permettono la trasformazione della matrice in glucosio. Si specifica che questa analisi ha lo scopo di sfidare le mie competenze. Il procedimento descritto non permette di ottenere glucosio di grado alimentare. Nonostante l’attenzione posta nel descrivere le reazioni e i processi chimici, non posso garantire l’assenza di imprecisioni tecniche. Sarò felice di leggere correzioni o spunti di riflessione al mio indirizzo email.

Considerazioni di processo ed analisi delle molecole

Per prima cosa occorre considerare che il cotone idrofilo è una matrice non composta unicamente da cellulosa. Riporto qui la composizione, normata per legge, ricavata da un estratto della monografia 0036 della Farmacopea Europea:

Parametro Analisi Tecnica
Sostanze solubili in etere Non più dello 0,50%
Sostanze solubili in acqua Non più dello 0,50%
Ceneri solforiche Non più dello 0,40%
Perdita all'essiccamento Non più dello 8,00%
Tensioattivi Assenza di schiuma persistente
Acidità o Alcalinità Soluzione neutra
Sbiancanti ottici Assenti

Inoltre, nella sezione "Definition" della monografia, si specifica che il processo di lavorazione deve rimuovere i componenti non cellulosici tipici del cotone grezzo (lignina, pectine e cere). Sulla base di queste informazioni è possibile dedurre che la quantità percentuale di cellulosa sia compresa tra il 98,5% e il 99% circa (su base secca). Scelgo quindi di trascurare la presenza di contaminanti.

1. molecola iniziale: la cellulosa

In base alla solubilità la cellulosa può essere frazionata in α-cellulosa, β-cellulosa e ɣ-cellulosa. Sfruttando il principio chimico del metodo TAPPI T222 (ovvero usando H2SO4) è possibile degradare anche α-cellulosa (frazione resistente all'NaOH), ma con l'elevato rischio che il processo di disidratazione sovrasti il processo di idrolisi.

Siccome il cotone idrofilo è composto al ~98,50% da α-cellulosa, per avere un processo efficiente la scelta obbligata ricade sull'uso di H2SO4. Nel video di NileRed, durante questa fase la soluzione si colora di nero. Questo mi fa pensare che il processo di disidratazione abbia liberato un'elevata quantità di carbonio molecolare, riducendo drasticamente la resa in glucosio. Nelle sezioni successive descriverò la mia proposta per evitare questo fenomeno.

2. L'obiettivo: il glucosio

Il glucosio nella cellulosa si presenta in forma β-D-glucopiranosio unito da legami β(1→4) glicosidici. Per mantenere questa configurazione, ogni unità di glucosio successiva è ruotata di 180° rispetto alla precedente, conferendo alla fibra una struttura lineare e cristallina. La difficoltà nel liberare il glucosio deriva dalla stabilità del sistema, che richiede un attacco selettivo:

  • Legami a Idrogeno Inter-molecolari: Aggiungendo H2SO4, gli ioni H+ penetrano tra le catene parallele, competendo con i gruppi ossidrilici (-OH) e rompendo i ponti idrogeno.
  • Idrolisi dei Legami Glicosidici: Una volta separate le catene, l'acido opera la scissione del legame β(1→4). L'ossigeno del ponte glicosidico viene protonato, portando alla rottura della catena e alla successiva liberazione dei monomeri di glucosio.
  • Carbonizzazione per disidratazione: L'acido solforico concentrato è estremamente igroscopico. In condizioni di temperatura o concentrazione non controllate, si innesca la reazione collaterale di carbonizzazione, che strappa idrogeno e ossigeno dai gruppi ossidrilici.

La selettività del processo: si baserà sulla differente energia di attivazione delle due reazioni. Il legame R-O-R (acetale glicosidico) è più suscettibile all'idrolisi acida rispetto ai gruppi R-OH (alcolici). Questa differenza potrebbe generare una finestra tale da permettere, tramite il controllo della temperatura e la successiva diluizione dell'acido, di mirare unicamente alla scissione dei legami glicosidici preservando l'integrità del glucosio.

Successivamente sarà necessario isolare il glucosio dall'acido e trasformarlo in zucchero filato.

Idrolisi chimica della cellulosa in glucosio

Nel tentativo di definire questa finestra sono andato incontro ad una confutazione della mia ipotesi: nonostante a livello teorico il legame acetale glicosidico R-O-R sia chimicamente più suscettibile alla protonazione, nella cellulosa l’energia di attivazione richiesta per l'idrolisi risulta sperimentalmente molto elevata, probabilmente a causa della sua struttura cristallina e della fitta rete di legami a idrogeno che proteggono il polimero.

I dati sperimentali: [Fonte]

$$ \text{Test A } (160 \text{ °C}): k_1 = 0,0115 \text{ min}^{-1} $$ $$ \text{Test B } (180 \text{ °C}): k_2 = 0,0770 \text{ min}^{-1} $$

Applicando l’equazione di Arrhenius:

$$E_{\text{a}} = 8,314 \cdot \frac{\ln(0,0770 / 0,0115)}{\frac{1}{433,15} - \frac{1}{453,15}} \approx 155 \text{ kJ/mol}$$

Otteniamo per l’idrolisi un valore di Ea di circa 160 kJ/mol, mentre la carbonizzazione (degradazione del glucosio libero) presenta un’Ea inferiore, circa 130–140 kJ/mol.

La finestra per salvare il glucosio, quindi, non risiede nella sola temperatura di reazione, ma anche nel tempo: tornando all’equazione di Arrhenius

$$ k = A \cdot e^{-\frac{E_{\text{a}}}{RT}} $$

Poiché l'idrolisi possiede l'energia di attivazione più elevata, la sua costante di velocità aumenta in modo molto più marcato al crescere della temperatura rispetto alla degradazione. La finestra per salvare il glucosio (fare in modo che la velocità di idrolisi sorpassi quella di degradazione) si apre quindi solo ad alte temperature.

Tuttavia, la reazione immediatamente successiva (neutralizzazione dell'acido solforico) è una reazione esoterma. L'aumento della temperatura porterebbe, oltre ad una condizione di lavoro estremamente pericolosa, anche ad un ulteriore aumento della velocità delle reazioni, annullando lo sforzo di agire in una determinata finestra temporale.

$$ \text{H}_2\text{SO}_4 + 2\text{NaOH} \longrightarrow \text{Na}_2\text{SO}_4 + 2\text{H}_2\text{O} + \text{Calore} $$

Per questo ritengo che l'idrolisi chimica non sia un metodo efficiente per estrarre il glucosio dalla cellulosa in contesti poco rigorosi come quelli del video in analisi.

Rappresentzione grafica molecola glucosio e cellulosa

Fig. 1: Formula di struttura della cellulosa.

Metodo alternativo: idrolisi enzimatica

Ricercando pubblicazioni riguardanti l'idolisi enzimatica della cellulosa ho presto scoperto come questa pratica sia molto più approfondita. Ad oggi questa tecnica viene principalmente impiegata al fine di trasformare biomasse in etanolo.
Il funzionamento prevede due fasi principali:

  • Aggiunta di cellulasi, con frazionamento della cellulosa in saccaridi fino al cellobiosio.
  • Aggiunta di β- glucosidasi, per convertire il cellobiosio in glucosio.

Come accennato precedentemente, la cellulosa della matrice si trova in una struttura compatta. Gli enzimi sono molecole ingombranti e non riescono a penetrare nelle fibre, rendendo necessario un pretrattamento che sciolga i legami idrogeno intramolecolari. Per ottenere questo risultato propongo il metodo PASC: l'acido fosforico (H3PO4) a basse temperature agisce principalmente rompendo i legami a idrogeno, senza degradare pesantemente la catena polimerica, garantendo rese molto elevata.
Da questo pretrattamento di ottiene un precipitato amorfo (PASC), l'acido residuo deve essere poi completamente rimosso tramite abbondanti lavaggi.

Per la fase enzimatica propongo l'uso di Cellic CTec3.

Descrizione immagine
Fig. 2. Enzyme dose response.
Secondo il documento tecnico l'optimum di processo si può ottenere ad una temperatura di 50°C a pH 5, usando 4 grammi di prodotto per 100g di cellulosa.
Per evitare variazioni di pH propongo l'uso di un tampone citrato (pKa2 = 4.76).
La reazione termina quando la variazione del grado zuccherino smette di salire.
Siccome la durata della fase di idrolisi enzimatica può durare fino a 24 ore, con produzione di zuccheri semplici, si rende necessario l'impiego di agenti batteriostatici.
Una volta completata la fase enzimatica, è possibile denaturare gli enzimi termicamente, portando il brodo a 100°C per 10 minuti.

L'ultima fase del processo è la separazione e purificazione. Al livello di resa l'approccio migliore è sicuramente l'ultrafiltrazione (sfruttando la differenza di peso molecolare degli enzimi (30 e 70 kDa) e del glucosio (0,18 kDa)) e successivamente lo scambio ionico, in modo da eliminare il citrato di Sodio.
Tuttavia siccome il presupposto è quello di lavorare in un'ambiente non specializzato, propongo l'uso della filtrazione a vuoto su letto di celite, mentre se non fosse possibile eseguire uno scambio ionico propongo l'impiego del tampone Acetato di Ammonio (CH3COONH4, pka=4,76) al posto del tampone Citrato di Sodio, poichè durante il processo di concentrazione dei soluti per evaporazione, questo si decomporrà in ammoniaca (NH3) e acido acetico (CH3COOH), che evaporano insieme all'acqua.
Il prodotto di questo processo sarà un glucosio sufficientemente puro per produrre dello zucchero filato.

Conclusioni

L'analisi conferma che la conversione della cellulosa del cotone in glucosio è tecnicamente realizzabile. L'idrolisi acida diretta risulta inefficiente a causa della competizione tra la scissione dei legami glicosidici e la carbonizzazione del monomero. Al contrario, un’idrolisi enzimatica permette di massimizzare la resa.

Fonti e Riferimenti Bibliografici

Standard di Composizione:
European Pharmacopoeia (Ph. Eur.) – Monografia 0036: Cotton, Absorbent. Definisce i requisiti di purezza chimica e i limiti per le sostanze solubili e i residui nel cotone idrofilo. [Consultabile qui]

Frazionamento della Cellulosa:
Metodo TAPPI T203 – Alpha-, beta- and gamma-cellulose in pulp. Protocollo analitico per la determinazione quantitativa delle diverse frazioni di cellulosa in base alla resistenza agli alcali. [Consultabile qui]

Analisi della Lignina e Idrolisi Acida:
Metodo TAPPI T222 – Acid-insoluble lignin in wood and pulp. Riferimento per il processo di idrolisi acida mediante H2SO4 al 72% e la successiva determinazione dei residui insolubili. [Consultabile qui]

Riferimento per i dati sperimentali:
Testi sperimentale sull'idrolisi acida. I dati sperimentali confutano l'ipotesi che l'energia di reazione dell'idrolisi nella cellulosa sia inferiore alla protonazione dei gruppi alcolici. [Consultabile qui]

Idrolisi enzimatica della cellulosa:
Etanolo da biomasse lignocellulosiche. Schema del meccanismo di idrolisi enzimatica della cellulosa. [Consultabile qui]

Procedura PASC:
Cellulose Regenerated from Phosphoric Acid. Trasformare la cellulosa cristallina in cellulosa amorfa. [Consultabile qui]

Enzima scelto (non food grade):
Cellic® CTec3 HS di Novonesis. highly efficient cellulase and hemicellulase complex. [Consultabile qui]